14/02/2010

Due Anfore

Ogni giorno, un contadino, portava l'acqua dalla sorgente al

villaggio in due grosse anfore che legavano sulla groppa

dell'asino, il quale gli trotterellava accanto. Una delle anfore,

vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.

L'altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza

perderne neppure una goccia. L'anfora vecchia e screpolata sì

sentiva umiliata e inutile, tanto più che l'anfora nuova non

perdeva l'occasione di fare notare la sua perfezione: "Non

perdo neanche una stilla d'acqua, io!". Un mattino, la vecchia

anfora si confidò con il padrone. "Lo sai, sono cosciente dei

miei limiti: Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia,

quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona

la mia debolezza e le mie ferite". Il giorno dopo, durante il

viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse:

"Guarda il bordo della strada":

Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!" rispose l'anfora: "Hai

visto? E tutto questo grazie a te" disse il padrone. "Sei tu che

ogni giorno innaffi il bordo della strada.Io ho comprato un

pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e

senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno". La

vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno sì

sentì morire di gioia.

Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo,

possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni

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