08/01/2010

La finestra

finestra_sul_mondo.jpgDue uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale. A uno

dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio

per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica

finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due

uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro

mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e

dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla

finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza

tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a

vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da

tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un

delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini

facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano

abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.

Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo

dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo

pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene

l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua

mente così come l'uomo della finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le

settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno

e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel

sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il

corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi

nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi

assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si

sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si

voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su

un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo

amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.

L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

"Forse voleva farle coraggio" disse.

Epilogo:

vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della

nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.

 

Commenti

E' davvero una bellissima storia!!! Mi sono fermata molto a riflettere. Penso che non ci sia cosa più bella e più bella soddisfazione che vedere felici gli altri. Delle volte basta veramente poco.In questo caso bastava descrivere un paesaggio bello, che bastava a rendere felice un'altra persona.
Buon fine settimana!!!

Scritto da: Valentina | 08/01/2010

weeee ciao xeni ma lo sai che le tue storie sono sempre interessanti davvero?

Scritto da: ®ponyboy | 09/01/2010

..grandissima anche questa Xeni...buona giornata, anzi ormai serata, anche a te..

Scritto da: giorgio | 09/01/2010

Scrivi un commento